A Roma in campo de’ Fiori, uno tra gli innumerevoli omicidi da sempre perpetrati per la conquista e, come in questo caso, il mantenimento del potere di imperio sul libero pensiero e in definitiva sui popoli.
Che l’uccisione del nemico sia lo standard antropico da sempre è evidente. Mutuata come degenerazione dalla lotta animale per la sopravvivenza fino a portarla a ‘regola morale’. Ma la violenza fisica di sopraffazione da parte del più forte è ancora comprensibile in un confronto ‘alla pari’. Nelle guerre antiche i soldati si fronteggiavano direttamente. Poi magari i vincitori abusavano anche dei popoli civili ma in qualche modo avevano dimostrato una superiorità fisica, nella violenza quantomeno.
Il salto di qualità alla soppressione delle idee, diverse dall’impianto teorico di chi comanda, è tipico delle religioni, che hanno spesso fornito una cornice di legittimazione morale e identitaria alle violenze di poteri politici ed economici.
A partire dalla comune datazione celebrativa di un evento di natura religiosa (culto del Sole poi diventato nascita del ‘figlio di un dio’), si sottovaluta il potere condizionante delle religioni, ovvero dei responsabili di gestione delle sette religiose, fondate sulla debolezza umana del bisogno di un essere superiore e dei suoi interpreti. Ognuna sedicente portatrice dell’unica verità, incidentalmente diversa da quella delle altre. Tutto ok se finisse qui. Ma quando un’idea diversa non viene affrontata con idee migliori ma sopprimendo il portatore dell’idea, non è in gioco la verità: è in gioco il potere.
La Natura è incredibilmente violenta nel suo evolversi, basti pensare a un vulcano o a un terremoto nel nostro piccolo pianeta, o con una potenza infinitamente superiore, all’esplosione di una supernova o a un buco nero, o una fusione gravitazionale di galassie. Non possiamo applicare criteri di moralità o di giustizia alla Natura negli eventi che vaporizzano in pochi istanti interi pianeti. Ma ai mammiferi bipedi di questo tiepido e tranquillo pianeta sì. Dotati della facoltà del pensiero razionale, dovremmo rispettare questa potenzialità negli altri per rispettarla in noi stessi. Ma l’ambizione del potere della sopraffazione vince alla grande da sempre. E così si uccidono, possibilmente tra atroci sofferenze, i portatori di idee contrarie, di libertà di pensiero che potrebbe indebolire le proprie posizioni di monopolisti di ‘verità’. Così piccoli insulsi omini di una setta che, in nome di una verità rivelata, ricorse alla coercizione e all’uccisione dopo anni di carcerazione di un genio visionario come Giordano Bruno. Fortunatamente egli riuscì però a trasmetterci i suoi pensieri, le sue visioni, ancora attuali dopo più di 4 secoli.
E le sétte religiose sono ancora oggi operative in molte parti del mondo e fondendosi al potere politico diventano apparati coercitivi che spesso si traducono in persecuzioni e violenze sistematiche, ormai modernamente industrializzate ma sempre con lo stesso scopo: la soppressione della libertà delle persone e delle idee per imporre il proprio dominio con la violenza e non confrontando ‘idee migliori’ sul piano razionale.
Per un approfondimento sulla vita e il pensiero di Giordano Bruno, è esauriente la pagina Wikipedia.

Giordano Bruno (fonte copia-di-arte.com)






















