Un contributo assai modesto dell’ultima elicssi di Luna realizzato con una normale ottica da reflex -Nikon D7200, Nikkor 85 mm f 1.8, in provincia di Treviso, purtroppo con un cielo leggermente nuvoloso.
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Eclissi parziale di sole del 12 agosto 2026 vista da Muggia (Trieste)
Su Marte dopo il tramonto
L’immagine seguente mostra Venere, la Terra e Giove nel cielo di Marte. È stata pubblicata su X, ma alcuni utenti hanno affermato che fosse falsa, sostenendo che i tre pianeti non potevano essere visti allineati perché l’orbita di Marte si trovava in mezzo alle loro.
Ho quindi creato il seguente diagramma per spiegare che è assolutamente possibile vederli in questo modo, dopo il tramonto, anche se non è una configurazione frequente. Affinché i pianeti siano visibili, Giove, la Terra e Venere devono essere illuminati dal Sole, quindi devono trovarsi dall’altro lato dell’orbita solare, come nel mio disegno. (Nota: le orbite sono in scala, le dimensioni dei pianeti e del Sole no!)
Però non sono in grado di assicurare che la foto non sia falsa !
Riferimenti per i profani: angoli nel cielo
Le posizioni e le dimensioni degli oggetti cosmologici osservati come proiettati su una sfera di sfondo vengono misurate in gradi, partendo da orientamenti di riferimento. Questa breve nota mira a mettere in luce le “misurazioni” osservative di alcuni oggetti cosmologici, misurazioni che raramente vengono prese in considerazione.
Immaginiamo una semplice osservazione del cielo notturno a occhio nudo…
Un’idea approssimativa delle misure in gradi può essere ottenuta dalla Figura 1. Altri riferimenti sono le misurazioni del Sole e della Luna, entrambe di circa 0,5° (ecco perché abbiamo le eclissi solari totali).
Poiché non sono visibili ‘a colpo d’occhio’ perché non sono molto luminosi, non ci rendiamo conto che alcuni oggetti cosmologici sono in realtà ‘grandi’ nel cielo.
Figura 1 – Facile riferimento per misurare gli angoli nel cielo (fonta: Nightwatch, Terence Dickinson)
Ad esempio:- la galassia di Andromeda (Figura 2) misura circa 3° x 1° (quindi è 6 volte la dimensione della Luna)
Figure 2 – Galassia di Andromeda (fonte: Westend61 via Getty Images)
– la Nebulosa di Orione (Figura 3, la regione di formazione stellare più vicina a noi nella nostra galassia, a circa 1350 anni luce di distanza) misura circa 1° x 1° (ovvero, il doppio delle dimensioni della Luna)
Figure 3 – Nebulosa di Orione (fonte: NASA/ESA’s Hubble Space Telescope)
– La Grande Nube di Magellano (Figura 4, visibile nell’emisfero australe) misura circa 11° x 9° (vale a dire, è 22 volte più larga della Luna).
Figure 4 – Grande Nube di Magellano (fonte: Spitzer Space Telescope by NASA)
– La cometa di Halley (Figura 5), che è passata nel 1986 (e passerà di nuovo nel 2061), misurava un massimo di 15° (ovvero 30 volte la larghezza della Luna).
Figure 5 – Cometa di Halley (fonte: W. Liller, Easter Island, part of the International Halley Watch IHW)
Per fare un confronto con i pianeti vicini del nostro sistema solare:
– Giove (il cui diametro è circa 11 volte quello della Terra) può raggiungere un massimo di 50″ (ovvero solo 1/36 della larghezza della Luna)
– Saturno (il cui diametro è circa 9,5 volte quello della Terra) può raggiungere un massimo di 20″.
Crediti: Materiale didattico per il corso di Astronomia Sferica e Pratica, Prof. Enrico Maria Corsini (Università di Padova)
NGC5335
Questa immagine di NGC 5335 è stata catturata dal telescopio spaziale Hubble nel 2025 per celebrare il suo 35° anniversario.
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Nel bulge della Via Lattea
Il bulge galattico è in effetti una regione incredibilmente densa. Mentre il vicinato solare ha una densità stellare di circa 1 stella ogni 250 anni luce cubici, il bulge centrale raggiunge densità di milioni di stelle per anno luce cubico. Nelle parti più dense, le stelle possono essere separate solo da pochi giorni luce o settimane luce, rispetto ai più di 4 anni luce che ci separano da Proxima Centauri.
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Stelle come molecole di gas
Osservando le fotografie delle galassie, si ha l’impressione che si tratti di nubi di gas, come in realtà venivano considerate prima che la risoluzione degli strumenti ottici permettesse di identificare le singole sorgenti. Come in queste splendide immagini dell’HST (il telescopio spaziale Hubble) e di VISTA (il telescopio per l’astronomia visibile e infrarossa, parte dell’Osservatorio del Paranal dell’ESO).
Young compact star cluster E269-58 by HST on X Black Hole channel
Nebulosa Zampa di Gatto nell’infrarosso, sul canale X Black Hole
Nebulosa planetaria NGC 150

by HST on X Black Hole channel
Nebulosa Ragno rosso
NGC6537, the Red Spider Nebula, as seen by JWST
media.inaf.it “Nella tela del Ragno Rosso” (Ita)
Una foto storica
Conferenza Solvay sulla meccanica quantistica, 1927 (foto di Benjamin Couprie, Institut International de Physique Solvay, Bruxelles, Belgio; ho leggermente restaurato questa foto, solitamente disponibile con un livello di dettaglio inferiore).
Da dietro, da sinistra a destra: Auguste Piccard, Émile Henriot, Paul Ehrenfest, Édouard Herzen, Théophile de Donder, Erwin Schrödinger, Jules-Émile Verschaffelt, Wolfgang Pauli, Werner Heisenberg, Ralph Howard Fowler, Léon Brillouin, Peter Debye, Martin Knudsen, William Lawrence Bragg, Hendrik Anthony Kramers, Paul Dirac, Arthur Compton, Louis de Broglie, Max Born, Niels Bohr, Irving Langmuir, Max Planck, Marie Skłodowska Curie, Hendrik Lorentz, Albert Einstein, Paul Langevin, Charles-Eugène Guye, Charles Thomson Rees Wilson, Owen Willans Richardson














