A pure mathematical version of the Clay Mathematics Institute’s Navier-Stokes Millennium Problem

Abstract
This report provides a rigorous transition from the physical formulation of the incompressible Navier-Stokes equations to their pure mathematical representation as defined by the Clay Mathematics Institute for the Millennium Prize Problems. We detail the physical meaning of each term in the classical equations and subsequently reformulate the problem strictly in the language of partial differential equations (PDEs) and operator theory, establishing the axiomatic constraints that govern the variables and parameters of the system.


pdfBrussi 2026_Navier-Stokes Millennium Problem

 

Version uploaded to Zenodo: link DOI – zenodo.21852870

 


Navier-Stokes Millennium Problem

please, rate this post

Fondamenti matematici e storici delle teorie estese della gravità (ETG)

Un breve approfondimento, in inglese, su un affascinante sviluppo della teoria della Relatività Generale.

Abstract
Extended Theories of Gravity (ETG) represent a prominent framework in modern theoretical physics and cosmology, aimed at modifying or extending Albert Einstein’s General Relativity to address open phenomenological questions at both ultraviolet (early universe) and infrared (galactic and cosmological) scales.

pdf Brussi 2026 Mathematical and historical foundations of ETG (305 KB)

ETG

please, rate this post

Ludwig Boltzmann, uno scienziato sottovalutato

Molti conoscono Albert Einstein (1879-1955) o Isaac Newton (1643-1727), ma pochi sanno che l’architettura profonda della realtà in cui viviamo oggi è stata disegnata da Ludwig Eduard Boltzmann (1844-1906).
Se oggi accettiamo con naturalezza che tutto ciò che ci circonda sia fatto di atomi, dobbiamo ringraziare lui. Ma il prezzo che Boltzmann pagò per questa intuizione fu altissimo: la solitudine intellettuale e alla fine anche la vita.

La scommessa sugli atomi
Alla fine dell’800, la maggior parte degli scienziati (come l’influente Ernst Mach, 1838-1916, uno dei suoi principali detrattori) considerava gli atomi solo come ‘comodi modelli matematici’, non come oggetti reali. Boltzmann, invece, era convinto che gli atomi esistessero davvero. Per dimostrarlo egli fece un salto logico utilizzando la statistica: capì che non serve conoscere la traiettoria di ogni singola molecola per capire come si comporta un gas, ma basta calcolare la media dei loro urti. Da questi principi sviluppò quella che poi diventò la Meccanica Statistica.


Figura 1 – Schema della distribuzione statistica delle velocità delle particelle in un gas (fonte: Shutterstock)

distribuzione statistica delle velocità delle particelle in un gas


L’Entropia e la ‘freccia del tempo’
Il suo capolavoro è la celebre formula scolpita sulla sua tomba a Vienna (Figura 2):
S = k log W
Questa equazione collega il mondo visibile (S, l’entropia) al mondo invisibile (W, il numero di modi in cui gli atomi possono disporsi).
Una interpretazione dell’entropia è asimmetria temporale emergente: spiega perché il tempo va solo in avanti, non per una legge della meccanica, ma per una questione di probabilità. Il calore passa da un corpo caldo a uno freddo semplicemente perché è statisticamente più probabile che l’energia si disperda nel disordine piuttosto che resti concentrata.
E analogamente per gli stati di configurazione che tengono insieme la materia. Ricordiamo tra i tanti il famoso esempio della tazza che si rompe in pezzi cadendo mentre non osserviamo i pezzi che si riuniscono spontaneamente per formare una tazza intera. Questo accade perché la tazza intera è uno stato a bassissima probabilità (molto ordinato); la tazza in frantumi è uno stato ad altissima probabilità (molto disordinato).
Boltzmann capì che l’intero universo è solo una gigantesca transizione verso lo stato più probabile.

Un genio incompreso, ancora oggi sottovalutato
Boltzmann fu ferocemente attaccato dai suoi contemporanei. Gli scienziati dell’epoca, legati a una visione più ‘continua’ della materia, lo deridevano. Questa opposizione implacabile, unita a un carattere incline alla depressione, lo portò al suicidio nel 1906, a Duino, vicino Trieste.
Proprio un anno prima, nel 1905, un giovane Albert Einstein aveva pubblicato un lavoro sul moto browniano che dimostrava che Boltzmann aveva ragione: gli atomi esistevano.
Egli fu il primo a capire che il disordine è il motore dell’universo, ha trasformato la fisica da una scienza di certezze a una scienza di probabilità. Senza il suo metodo statistico e la costante (k) che lo caratterizza, Max Planck (1858-1947) non avrebbe mai potuto dare inizio alla rivoluzione quantistica.
Boltzmann rappresenta il ponte che ha portato la fisica dall’era del vapore all’era dell’atomo e dell’informazione.


Figure 2 – Ludwig Boltzmann

Ludwig Boltzmann

please, rate this post

Leonard Susskind sulla costante c

Un approfondimento di Leonard Susskind sulla costante c comunemente chiamata “velocità della luce”. Effettivamente un insieme di nozioni note ma reinterpretate in modo illuminante, che meritano delle riflessioni.


please, rate this post

Il Lucrezio di Odifreddi

Forse non aggiungerò nulla a un autore che ha dimostrato non solo la competenza ma anche una vera originalità in molte delle sue opere, ma questa recensione voglio farla, cercando di non cadere nell’apologia.
Mi riferisco a Come stanno le cose. Il mio Lucrezio, la mia Venere, un saggio (edito da Rizzoli, 2014) di Piergiorgio Odifreddi (1950-), che in una nuova traduzione integrale del poema De rerum natura di Tito Lucrezio Caro (98/94-50/55) ne dà una versione con parole e significati moderni, non solo per una più facile comprensione delle idee concepite due millenni fa ma soprattutto per evidenziarne l’incredibile modernità. Un’idea di opera e una realizzazione eccellenti, dove la traduzione nelle pagine a destra e l’interpretazione nelle pagine a fronte consente di apprezzare sia le idee che oggi definiremo scientifiche sia le visioni filosofiche di un grande autore.

Al liceo (scientifico) il De rerum natura è stato oggetto di (blando) approfondimento (però fu richiesto l’acquisto di un libro sul poema, che ancora conservo). Ma il nostro docente non fu in grado di trasmetterne la grandezza e i significati. Sicuramente perché non li aveva compresi, a parziale scusante la traduzione ‘letterale’ da parte di chi, forse come lui, nella totale incompetenza di argomenti scientifici non era in grado nemmeno di intuire quanto nei secoli recenti la scienza avesse confermato delle vecchie intuizioni, ovviamente nei principi generali.

Il lavoro di Odifreddi non solo quindi rende a Lucrezio la sua grandezza ma cerca di colmare una lacuna forse tipicamente italiana, dove la cultura scientifica è sempre stata poco diffusa e valorizzata. Questo non ha impedito le eccellenze, è evidente, ma la generale incompetenza degli italiani su temi scienfici e tecnici è limitante, in un mondo moderno fondato soprattutto sulla tecnologia. Mi rendo conto di non conoscere bene la situazione in altri paesi, ma il mio pensiero era anche legato alla ‘responsabilità storica’ di essere parte di una terra ‘culla di civiltà’ e di pensiero, oggi relegata a macchietta terzista di equilibri geoeconomici e politici indegna di un patrimonio culturale che non ha eguali confrontabili al mondo. Un patrimonio che deve essere riscoperto, vincendo l’ignavia oscurantista di una ‘classe dirigente’ inadeguata al ruolo. E non mi riferisco solo alla attuale, se non per il fatto che, essendo in carica, sono loro che potrebbero fare più di qualcosa per cambiare.

Forse è un piccolo gesto, quello di Odifreddi, ma è un ottimo risultato che merita di essere conosciuto.


Odifreddi Lucrezio

please, rate this post

Come funzionano i fulmini

Una spiegazione interessante è fornita nell’eccellente libro di Ottavio Vittori L’atmosfera del pianeta Terra (Zanichelli, 1992), del quale è allegato con le migliori intenzioni il capitolo introduttivo su questo potente fenomeno elettrico.

Vittori 1992_L’atmosfera del pianeta Terra


pdf  Fulmini

please, rate this post

Una presentazione chiara di un corso di meccanica quantistica

Non tutti i professori sono così espliciti nel presentare un corso di meccanica quantistica, che è oggettivamente molto impegnativo. Una medaglia all’onestà intellettuale a questo professore!
(sì, è un vecchio video, ma vale comunque la pena guardarlo ; )

link  Presentazione di un corso di meccanica quantistica

please, rate this post

Il problema dei tre corpi e i cinque punti lagrangiani

Joseph-Louis Lagrange (1736-1813) fu un grande matematico del XVIII secolo. I suoi principali studi di meccanica lo portarono ad affrontare il problema gravitazionale dei tre corpi, che tuttavia rimane ancora oggi irrisolto perché il sistema è intrinsecamente caotico e imprevedibile a lungo termine, poiché piccole variazioni iniziali causano risultati drasticamente diversi.
Lagrange trovò le soluzioni di equilibrio (i cinque punti lagrangiani, vedi figura tratta dal sito web dell’ESA) per il sistema nel caso semplificato ma estremamente interessante in cui il terzo corpo abbia massa trascurabile rispetto agli altri due (ad esempio, il Sole, un pianeta e un asteroide o un satellite artificiale). I primi tre punti (L1, L2, L3) erano già stati trovati da Leonhard Euler (1707-1783), un altro grande matematico del XVIII secolo, mentre Lagrange trovò i cosiddetti punti “triangolari” (L4, L5), perché formano triangoli equilateri perfetti con i due corpi principali.
Per i dettagli su questi punti, si può fare riferimento alle semplici spiegazioni su
Sito web dell’ESA (Agenzia spaziale europea).

Ovviamente, Lagrange non avrebbe mai potuto conoscere le prove a sostegno della sua congettura (fu solo nel 1906 che gli astronomi confermarono la sua teoria scoprendo asteroidi troiani catturati nei punti L4 e L5 dell’orbita di Giove) o la sua attuale utilità nel posizionamento dei nostri veicoli di esplorazione spaziale.
Grazie alla loro “stabilità gravitazionale”, che consente di risparmiare energia di posizionamento (e nel caso di L2 fornisce anche una schermatura parziale dal Sole), è ipotizzabile che, nel futuro dell’esplorazione spaziale, basi avanzate per l’esplorazione dello spazio profondo saranno situate nei punti lagrangiani.

 

I 5 punti lagrangiani, dal sito dell’ESA (Ente Spaziale Europeo); le orbite dei punti L1 e L2 non sono in scala, la loro distanza dalla Terra è circa 1/100 del raggio dell’orbita terrestre

punti lagrangiani

please, rate this post

Schopenhauer sulla verità

Der Wahrheit ist immer nur ein kurzes Siegesfest beschieden, zwischen den beiden langen Zeiträumen, wo sie als paradox verdammt und als trivial geringgeschätzt wird.

“Alla verità viene sempre concessa solo una breve celebrazione della vittoria, tra i due lunghi periodi di tempo in cui viene condannata come paradossale e liquidata come banale.”

Arthur Schopenhauer, Die Welt als Wille und Vorstellung, Leipzig: F.A. Brockhaus (1819)

Un’espressione dal sapore epistemologico, non solo filosofico. Il pensiero di Schopenhauer, infatti, è dominato dal pessimismo cosmico, sostenendo che la realtà è guidata da una forza cieca e irrazionale, la Volontà di Vivere, fonte di perpetua sofferenza, poiché volere è desiderare, e desiderare significa mancare e soffrire. Per lui, l’esistenza è un’oscillazione tra dolore e noia, e le vie di liberazione sono temporanee (arte) o permanenti (compassione e ascesi), e negano la volontà stessa, trasformando la non-volontà in obiettivo ultimo.

please, rate this post