{"id":2064,"date":"2026-04-19T13:34:18","date_gmt":"2026-04-19T12:34:18","guid":{"rendered":"https:\/\/andreabrussi.it\/?p=2064"},"modified":"2026-07-02T20:14:47","modified_gmt":"2026-07-02T19:14:47","slug":"il-palcoscenico-della-realta-ovvero-perche-la-forza-di-gravita-non-e-una-forza-e-la-velocita-della-luce-non-e-una-velocita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreabrussi.it\/it\/il-palcoscenico-della-realta-ovvero-perche-la-forza-di-gravita-non-e-una-forza-e-la-velocita-della-luce-non-e-una-velocita\/","title":{"rendered":"Il palcoscenico della realt\u00e0 &#8211; Ovvero perch\u00e9 la forza di gravit\u00e0 non \u00e8 una forza e la velocit\u00e0 della luce non \u00e8 una velocit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa<\/strong><br \/>\nQuello che esploreremo l&#8217;ho definito il palcoscenico della realt\u00e0, ovvero dove ci muoviamo e dove si muove quello che ci circonda (una nota banale a margine \u00e8 che nulla \u00e8 &#8216;fermo&#8217; nel nostro universo, anche perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 un riferimento assoluto rispetto al quale misurare il movimento). Questo palcoscenico \u00e8 quello che viene chiamato lo spaziotempo, costituito dalle tre abituali dimensioni spaziali pi\u00f9 il tempo, che \u00e8 semplicemente una dimensione aggiuntiva, che non<br \/>possiamo &#8216;visualizzare&#8217; se non immaginando di togliere qualcuna di quelle spaziali (come nei famosi diagrammi di Minkowsky (vedi Figura, Hermann Minkowski 1864-1909).<br \/>\nFu Alber Einstein (1879-1955) nei suoi geniali lavori di inizio &#8216;900 che consider\u00f2 l&#8217;universo non come uno spazio vuoto dove il tempo scorre a parte, ma come un unico contesto a quattro dimensioni indissolubilmente legate da una metrica governata dalle leggi della gravitazione. In questo scenario, il tempo non \u00e8 un orologio esterno, ma una direzione reale in cui ci muoviamo esattamente come ci muoviamo verso nord o verso sud, per dirla in termini geografici.  <\/p>\n<p><strong>La gravit\u00e0<\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 la forza di gravit\u00e0 non \u00e8 una forza? Per secoli, grazie ad Isaac Newton (1643-1727), abbiamo pensato alla gravit\u00e0 come a una specie di \u2018mano invisibile\u2019 che \u2018tira\u2019 gli oggetti. Ma se applichiamo quello che Eistein chiam\u00f2 il principio di equivalenza (e che raccont\u00f2 come \u201cla pi\u00f9 felice intuizione della mia vita\u201d), scopriamo un concetto fondamentale. Immagin\u00f2 di essere in un ascensore nello spazio profondo, lontano dalla gravitazione,<br \/>\naccelerato verso l\u2019alto (ricordo che l\u2019accelerazione \u00e8 la variazione di una velocit\u00e0). Ci si sentirebbe schiacciati al suolo esattamente come sulla Terra. Lasciando libera la leggendaria mela, presa in prestito da Newton, essa \u2018cadr\u00e0\u2019 verso il pavimento. Eppure, l\u00ec non c\u2019\u00e8 nessuna gravit\u00e0 che \u2018tira\u2019: c\u2019\u00e8 solo accelerazione.<br \/>Einstein intu\u00ec quindi che la gravit\u00e0 non \u00e8 una forza che agisce nello spazio, ma l\u2019effetto che osserviamo e chiamiamo forza \u00e8 la conseguenza della curvatura dello spaziotempo stesso. Infatti la presenza della massa, o meglio della massa-energia, essendo la stessa cosa a meno di un fattore di conversione (la famosa relazione <em>E=mc\u00b2<\/em>), deforma il tessuto dello spaziotempo come un peso su un telo elastico. Ad esempio la Terra, con la sua concentrazione di massa-energia, crea una deformazione geometrica: la mela non cade perch\u00e9 una forza la spinge, ma perch\u00e9 sta semplicemente seguendo la linea pi\u00f9 dritta possibile (che si chiama geodetica) in uno spazio che \u00e8 diventato curvo. Secondo le leggi della dinamica di Newton, un corpo su cui non agiscono forze si muove di moto rettilineo uniforme (e rispetta il principio di inerzia); secondo la relativit\u00e0, una mela che cade in un campo gravitazionale \u00e8, paradossalmente, l\u2019unico oggetto che non subisce alcuna forza (e rispetta il principio di inerzia).<br \/>Per citare ancora Einstein: \u201cLa materia [o meglio la materia-energia] dice allo spaziotempo come curvarsi, e lo spaziotempo dice alla materia come muoversi.\u201d           <\/p>\n<p><strong>La luce<\/strong><br \/>\nConsideriamo ora la luce. Le attribuiamo una \u2018velocit\u00e0\u2019 (che ricordiamo \u00e8 la variazione di una posizione), ma come spiega il fisico Leonard Susskind (1940-), non \u00e8 una velocit\u00e0 nel senso comune del termine (come quella di un\u2019auto). \u00c8 invece una propriet\u00e0 fondamentale della geometria dello spazio-tempo, un semplice fattore di conversione tra le coordinate spaziali e quella temporale.<br \/>\nNell\u2019universo quadridimensionale nel quale esistiamo, spazio e tempo sono direzioni diverse della stessa cosa, e c \u00e8 il numero che ci dice quanti metri equivalgono a un secondo. Ovvero <em>tempo = spazio diviso la costante c<\/em> . Il valore della costante universale c \u00e8 circa 300.000 km al secondo, ovvero un po\u2019 pi\u00f9 di un miliardo di km all\u2019ora (circa 1.08 mld Km \/h). La suggestione di Susskind \u00e8 che ogni oggetto nell\u2019universo si muove sempre e costantemente alla stessa identica velocit\u00e0: c . Ovvero la nota velocit\u00e0 della luce.<br \/>\n\u2013 Quando siamo fermi nello spazio, ad esempio sulle sedie su cui siamo seduti, stiamo viaggiando alla velocit\u00e0 della luce lungo l\u2019asse del tempo<br \/>\n\u2013 Se iniziamo a muoverci nello spazio, dobbiamo \u2018sottrarre\u2019 velocit\u00e0 al tempo compensando il movimento spaziale (come per pagare un contributo utilizzando il fattore di conversione, c ). Da questo deriva la relativistica dilatazione del tempo (es. paradosso dei gemelli).<br \/>\nNon esistono velocit\u00e0 variabili, esiste solo una ripartizione della velocit\u00e0 totale tra le diverse dimensioni. Quindi la luce non sta &#8216;correndo&#8217;: potremmo dire che la luce spende tutta la sua dotazione nello spazio e gli rimane zero per il tempo, in base al fattore di conversione c .<br \/>\nQuesta costante, ovvero la velocit\u00e0 della luce, \u00e8 il limite geometrico di ci\u00f2 che \u00e8 possibile che accada nell&#8217;universo.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><br \/>\nNon esiste quindi un limite di velocit\u00e0, esiste solo una geometria globale in cui siamo tutti immersi. La gravit\u00e0 \u00e8 la curvatura della strada; la costante c tiene insieme il tessuto stesso del reale che ci circonda. La fisica non descrive &#8216;cosa succede&#8217;, ma descrive la struttura geometrica in cui tutto \u00e8 gi\u00e0 contenuto. Capire questo significa smettere di guardare le &#8216;cose&#8217; che si muovono e iniziare a guardare la forma del palcoscenico su cui si muovono.  <\/p>\n<hr>\n<p>Un diagramma di Minkowsky (credits to medium.com)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/andreabrussi.it\/wp-content\/uploads\/MInkowsky_diagram.png\" rel=\"lightbox[2064]\"><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2060\" src=\"https:\/\/andreabrussi.it\/wp-content\/uploads\/MInkowsky_diagram-300x271.png\" alt=\"MInkowsky diagram\" width=\"300\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/andreabrussi.it\/wp-content\/uploads\/MInkowsky_diagram-300x271.png 300w, https:\/\/andreabrussi.it\/wp-content\/uploads\/MInkowsky_diagram.png 683w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 85vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<div style='text-align:right' class='yasr-auto-insert-visitor'><!--Yasr Visitor Votes Shortcode--><div id='yasr_visitor_votes_9a5659cb52cad' class='yasr-visitor-votes'><div class=\"yasr-custom-text-vv-before yasr-custom-text-vv-before-2057\">please, rate this post<\/div><div id='yasr-vv-second-row-container-9a5659cb52cad'\r\n                                        class='yasr-vv-second-row-container'><div id='yasr-visitor-votes-rater-9a5659cb52cad'\r\n                                      class='yasr-rater-stars-vv'\r\n                                      data-rater-postid='2057'\r\n                                      data-rating='3'\r\n                                      data-rater-starsize='16'\r\n                                      data-rater-readonly='false'\r\n                                      data-rater-nonce='4bc8a13a69'\r\n                                      data-issingular='false'\r\n                                    ><\/div><div class=\"yasr-vv-stats-text-container\" id=\"yasr-vv-stats-text-container-9a5659cb52cad\"><svg xmlns=\"https:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"20\" height=\"20\"\r\n                                   class=\"yasr-dashicons-visitor-stats\"\r\n                                   data-postid=\"2057\"\r\n                                   id=\"yasr-stats-dashicon-9a5659cb52cad\">\r\n                                   <path d=\"M18 18v-16h-4v16h4zM12 18v-11h-4v11h4zM6 18v-8h-4v8h4z\"><\/path>\r\n                               <\/svg><span id=\"yasr-vv-text-container-9a5659cb52cad\" class=\"yasr-vv-text-container\"><\/span><\/div><div id='yasr-vv-loader-9a5659cb52cad' class='yasr-vv-container-loader'><\/div><\/div><div id='yasr-vv-bottom-container-9a5659cb52cad'\r\n                              class='yasr-vv-bottom-container'\r\n                              style='display:none'><\/div><\/div><!--End Yasr Visitor Votes Shortcode--><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa Quello che esploreremo l&#8217;ho definito il palcoscenico della realt\u00e0, ovvero dove ci muoviamo e dove si muove quello che ci circonda (una nota banale a margine \u00e8 che nulla \u00e8 &#8216;fermo&#8217; nel nostro universo, anche perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 un riferimento assoluto rispetto al quale misurare il movimento). 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